Festa della Liberazione 2026

Pubblicato il 25 aprile 2026 alle ore 11:57

C'è stato un tempo in cui anche parlare in piazza era pericoloso. Ma qualcuno ha scelto di non stare zitto. Qualcuno ha scelto di disobbedire.

È da quella disobbedienza, da quella rivolta morale contro il nazifascismo, che nasce la nostra democrazia. Non nei palazzi, ma nei luoghi in cui uomini e donne hanno pagato per la libertà. La Resistenza è stata un fatto collettivo.

Giovani, famiglie, donne, lavoratori hanno lottato affinchè democrazia fosse l'architrave della nostra identità e del nostro futuro. Essa va praticata. Ogni giorno.

Ogni volta che si restringono diritti, che si alzano confini, che si prova a trasformare la paura in regola, quella scelta va ancora e ancora fatta. Per questo CGIL, CISL e UIL si rivolgono in particolare ai più giovani: non per chiedere memoria formale, ma per trasmettere il senso di quella disobbedienza, di quella Resistenza.

Un grazie a chi ha scelto allora: donne e uomini, partigiane e partigiani.

"La Resistenza non è solo memoria: è un metodo. È la scelta di non accettare arretramenti sui diritti, di difendere il lavoro e la democrazia ogni giorno. La Costituzione non è un punto di arrivo, ma un perimetro da tenere vivo. Perché la democrazia si indebolisce anche lentamente, quando ci si abitua. E allora il compito di oggi è semplice: non abituarsi."

— Antonio Apadula, segretario generale CGIL Salerno

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