Rimborso 730/2026: quando arriva e come viene pagato

Pubblicato il 8 luglio 2026 alle ore 18:14

Con l'avvicinarsi della scadenza per la presentazione del Modello 730, molti contribuenti si chiedono quando sarà erogato il rimborso IRPEF. Le tempistiche variano in base alla categoria del contribuente e alla presenza o meno del sostituto d'imposta.

Di seguito una guida chiara per comprendere quando aspettarsi il rimborso e quali sono le possibili cause di eventuali ritardi.

Lavoratori dipendenti: rimborso direttamente in busta paga

Per i lavoratori dipendenti che presentano il Modello 730 con un sostituto d'imposta, il rimborso IRPEF viene generalmente accreditato nella prima busta paga utile successiva alla presentazione della dichiarazione.

Le tempistiche possono variare in base alla data di invio del modello:

  • dichiarazione presentata entro il 31 maggio: rimborso generalmente nella busta paga di luglio;
  • dichiarazione presentata tra il 1° e il 20 giugno: rimborso ad agosto;
  • dichiarazione trasmessa tra il 21 giugno e il 15 luglio: rimborso a settembre.

Pensionati: accredito nel cedolino della pensione

Per i pensionati il rimborso viene effettuato direttamente dall'INPS, generalmente a partire dalla seconda mensilità successiva alla trasmissione della dichiarazione.

Anche in questo caso la data di presentazione del Modello 730 incide sui tempi di accredito: chi presenta la dichiarazione nei primi mesi della campagna fiscale potrà ricevere il rimborso già tra agosto e settembre.

Contribuenti senza sostituto d'imposta

Chi presenta il Modello 730 senza sostituto d'imposta riceverà il rimborso direttamente dall'Agenzia delle Entrate mediante accredito sul conto corrente comunicato oppure, in assenza di IBAN, attraverso un titolo di pagamento emesso da Poste Italiane.

Per gli importi inferiori a 4.000 euro, i rimborsi vengono generalmente erogati tra dicembre 2026 e gennaio 2027, salvo eventuali controlli preventivi.

Per velocizzare i tempi è consigliabile comunicare preventivamente il proprio IBAN all'Agenzia delle Entrate.

Quando il rimborso può subire ritardi

L'Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi sulle dichiarazioni che presentano particolari caratteristiche, ad esempio:

  • rimborsi superiori a 4.000 euro;
  • incongruenze tra i dati dichiarati e quelli presenti nelle Certificazioni Uniche o nelle dichiarazioni degli anni precedenti;
  • situazioni considerate a rischio secondo i criteri stabiliti dall'Amministrazione finanziaria.

In questi casi i tempi di pagamento possono allungarsi fino al sesto mese successivo alla scadenza prevista per la presentazione della dichiarazione.

Cosa fare se il rimborso non arriva

Se il rimborso tarda ad essere accreditato è opportuno:

  • verificare che il Modello 730 sia stato trasmesso correttamente;
  • controllare che sia stato elaborato il modello 730-4 necessario per la liquidazione del credito;
  • rivolgersi al proprio CAF o direttamente all'Agenzia delle Entrate per verificare lo stato della pratica.

Per i contribuenti senza sostituto d'imposta è necessario interfacciarsi direttamente con l'Agenzia delle Entrate.

Attenzione alla prescrizione

Il diritto al rimborso fiscale si prescrive dopo dieci anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Decorso tale termine, il credito non potrà più essere richiesto, salvo eventuali interruzioni della prescrizione nei modi previsti dalla normativa.

Per informazioni, assistenza nella compilazione del Modello 730 e per verificare lo stato del proprio rimborso, rivolgiti al:

CAAF CGIL BELLIZZI (SA)

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