Mentre il percorso di attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità procede a rilento, cresce il malcontento tra il personale sanitario. A lanciare l'allarme è la Fp Cgil Salerno, che chiede all'Asl un intervento immediato per fare chiarezza sull'organizzazione del lavoro e sugli orari del personale già assegnato alle nuove strutture.
Secondo il sindacato, molti dipendenti risultano formalmente destinati alle Case e agli Ospedali di Comunità, ma continuano a prestare servizio nei Distretti Sanitari di appartenenza, poiché numerose strutture non sono ancora operative. Una situazione che, denuncia la Fp Cgil, crea un evidente scollamento tra le disposizioni amministrative e la realtà lavorativa.
Le conseguenze, sottolinea l'organizzazione sindacale, ricadono direttamente sui lavoratori: turni poco chiari, orari da gestire senza riferimenti definiti e criticità anche nella rilevazione delle presenze. Per questo viene chiesto all'Azienda sanitaria di adeguare temporaneamente procedure e profili orari all'effettiva attività svolta, evitando ulteriori disagi fino all'entrata in funzione delle nuove strutture.
Ma la questione non riguarda soltanto gli aspetti organizzativi. La Fp Cgil evidenzia un clima di forte incertezza che coinvolge centinaia di operatori, ancora senza indicazioni precise sui tempi di attivazione, sulle sedi definitive, sulle figure di coordinamento e sul futuro assetto organizzativo. Un quadro che, oltre a complicare il lavoro quotidiano, rende difficile anche conciliare gli impegni professionali con quelli familiari.
Da qui l'appello all'Asl Salerno affinché venga avviato un confronto stabile e trasparente con il personale e con le organizzazioni sindacali, per fornire risposte concrete e definire un percorso condiviso verso la piena operatività delle Case e degli Ospedali di Comunità.
La richiesta è sottoscritta dal segretario generale della Fp Cgil Salerno, Antonio Capezzuto, dal Coordinatore RSA Medici e Dirigenti SSN Asl Salerno, Massimiliano Voza, e dai componenti del Dipartimento Sanità Eliseo Esposito, Domenico Vrenna e Ornella Zito.
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