“Il Rendiconto Sociale Inps 2025 rappresenta uno strumento prezioso di analisi delle profonde trasformazioni economiche, sociali e demografiche che stanno interessando il nostro Paese. Importante il lavoro svolto dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, che ha contribuito a rafforzare la capacità di lettura e valutazione delle principali sfide che attendono il sistema di protezione sociale. Trasformazioni e sfide per le quali la risposta non può essere la riduzione delle tutele o l’arretramento del welfare: per rafforzare la coesione sociale e costruire un futuro più equo e sostenibile servono più lavoro stabile e qualificato, salari più alti, più controlli contro l’illegalità e maggiori investimenti nel sistema di protezione sociale”. Così la Cgil nazionale in una nota.
Per la Confederazione “tra gli elementi di maggiore rilievo emerge la profonda trasformazione demografica in atto. Una questione strategica per la Cgil, che non può essere affrontata irrigidendo ulteriormente il sistema pensionistico, ma attraverso politiche capaci di sostenere occupazione di qualità, salari, inclusione sociale, natalità e una gestione lungimirante dei fenomeni migratori”.
“I dati – si legge poi nella nota – confermano inoltre le persistenti criticità del mercato del lavoro. Le retribuzioni continuano a scontare una significativa perdita di potere d’acquisto e permane un forte divario di genere, con salari medi per le donne inferiori di oltre il 25% rispetto agli uomini e pensioni previdenziali più basse del 34%. È la conferma che il problema delle pensioni nasce prima del pensionamento, nei salari bassi, nella precarietà e nella discontinuità lavorativa e che per garantire pensioni dignitose occorre innanzitutto migliorare la qualità del lavoro e aumentare le retribuzioni”.
Sul versante previdenziale “registriamo positivamente il miglioramento dei tempi di liquidazione delle prestazioni, frutto dell’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Inps. Allo stesso tempo, il Rendiconto conferma il progressivo ridimensionamento degli strumenti di flessibilità in uscita e la riduzione delle nuove pensioni liquidate, conseguenza delle restrizioni introdotte negli ultimi anni”.
Meritano attenzione anche i dati sugli ammortizzatori sociali e sulle misure di contrasto alla povertà, “che evidenziano il permanere di diffuse condizioni di fragilità occupazionale e sociale e pongono interrogativi sulla capacità degli strumenti attualmente in vigore di intercettare tutti i bisogni presenti nel Paese”.
Sul fronte dell’invalidità civile, “il Rendiconto evidenzia risultati positivi nella riduzione dei tempi di definizione delle prestazioni. Tuttavia – si sottolinea – la riforma è ancora in fase di progressiva attuazione e restano aperte le criticità che la Cgil ha già segnalato sul piano organizzativo e della piena tutela dei diritti delle persone con disabilità e non autosufficienti”.
Per la Confederazione “particolarmente preoccupante è il quadro della vigilanza ispettiva. A fronte di oltre 816 milioni di euro di evasione contributiva accertata, il numero degli ispettori Inps è sceso da 884 nel 2022 a 736 unità nel 2025, con una conseguente riduzione delle attività di controllo. Anche il calo del lavoro nero deve quindi essere letto con cautela, poiché avviene in presenza di un numero significativamente inferiore di ispezioni”.
“Il rafforzamento della vigilanza – sostiene infine la Cgil – rappresenta una priorità assoluta. L’evasione contributiva sottrae risorse alle pensioni, alle prestazioni sociali e ai servizi pubblici, alimentando dumping contrattuale, concorrenza sleale e lavoro irregolare. Per questo è indispensabile accelerare le procedure di assunzione già avviate e mettere rapidamente in attività i nuovi ispettori, senza attendere il 2027. Il contrasto all’evasione contributiva, la legalità negli appalti, il rispetto dei contratti collettivi e la tutela del lavoro – si conclude nella nota – rappresentano obiettivi strettamente collegati e decisivi per garantire diritti, qualità dell’occupazione e sostenibilità del sistema di welfare”.
Da Cgil.it
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