Per la Cgil a parità di reddito deve esserci parità di tassazione. Landini: “Serve un contributo di solidarietà dell’1,2% sui patrimoni sopra i due milioni”
Lo dice l’Oxfam, lo ribadisce l’Istat, lo racconta la Caritas. In Italia, come nel mondo, la ricchezza si concentra sempre più in pochissime mani, mentre la maggior parte della popolazione si divide una fetta di ricchezza sempre più piccola. Nonostante sia proprio quella la parte di popolazione che, con il proprio lavoro e la propria fatica, quella ricchezza produce.
La nostra Costituzione, quella appunto fondata sul lavoro, afferma che la pressione fiscale deve essere progressiva e che la ricchezza va redistribuita attraverso il welfare. Se non vogliamo dire tradita, quella Costituzione è per lo meno non attuata.
È proprio pensando alla Costituzione che il segretario Cgil Maurizio Landini, intervenendo martedì 23 alla trasmissione de La7 Tagadà, ha illustrato nuovamente la proposta della Confederazione di riforma fiscale: “Quando l’85-90 per cento dell'Irpef, la tassa sui redditi, viene dal lavoro dipendente e dalle pensioni, c'è qualcosa che non va. Ci sono redditi che sono tassati alla fonte e in modo molto alto, altri redditi, quelli che derivano da profitti e rendite, che sono tassati la metà di quanto è tassato il lavoro dipendente e le pensioni”.
Che l’affermazione di Landini sia corretta è scritto nel Bilancio dello Stato. “Quest’ingiustizia va sanata – prosegue – perché a parità di reddito deve esserci parità di tassazione”. Non solo redditi da lavoro e pensioni e redditi da profitti sono tassati in maniera difforme, ma l’Italia continua a fare i conti con un’evasione fiscale che rasenta i 100 miliardi e che sopporta l’esistenza di circa tre milioni di lavoratori e lavoratrici in nero, che quindi non ricevono versamenti previdenziali e non pagano tasse.
Ma siamo anche il Paese dei “condoni e sovracondoni”, del mancato potenziamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro, così si fanno meno controlli che sarebbero utili a smascherare il lavoro illegale e a prevenire incidenti. “Oltre mille morti da lavoro l’anno” ha ricordato Landini.
da: collettiva.it
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