Dai dati Inps e Covip emerge un divario che attraversa l’intera vita lavorativa: assegni più bassi, minore adesione ai fondi integrativi e carriere più fragili. Per la Cgil servono interventi strutturali e redistributivi
Le disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro continuano a produrre effetti che accompagnano le donne fino alla pensione. È quanto emerge dai dati del Rendiconto sociale Inps 2025 e dalla Relazione annuale della Covip, che fotografano un sistema nel quale il divario non riguarda soltanto le retribuzioni, ma si traduce anche in pensioni più basse e in una minore partecipazione alla previdenza complementare.
“I numeri dimostrano che il problema non nasce al momento del pensionamento, ma durante tutta la vita lavorativa”, spiega Ezio Cigna, responsabile delle Politiche previdenziali della Cgil. “Nel 2025 i pensionati Inps sono 15.435.694, mentre le pensioni vigenti superano i 16,4 milioni. Le donne sono addirittura più numerose degli uomini tra i beneficiari di almeno una pensione previdenziale: 6.869.020 contro 6.508.440. Eppure questa maggiore presenza non si traduce in trattamenti economici migliori”.
collettiva.it
Aggiungi commento
Commenti