Agro Aversano, scoperto grave caso di sfruttamento dei braccianti indiani: turni fino a 14 ore e paga di appena 3 euro l'ora

Pubblicato il 21 luglio 2026 alle ore 11:59

Un nuovo e grave episodio di sfruttamento del lavoro agricolo emerge dall'Agro Aversano, dove i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, con il supporto del Comando Provinciale di Napoli, hanno arrestato in flagranza di reato due imprenditori operanti nel settore agricolo. I due sono accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro aggravato, un fenomeno tristemente noto come "caporalato".

Condizioni di lavoro disumane

Le indagini hanno portato alla luce un sistema di sfruttamento che coinvolgeva numerosi braccianti agricoli, prevalentemente cittadini indiani privi di regolare permesso di soggiorno. I lavoratori erano sottoposti a condizioni estremamente dure, costretti a svolgere turni lavorativi che arrivavano fino a 14 ore al giorno, senza alcun giorno di riposo settimanale e senza la possibilità di assentarsi nemmeno in caso di malattia.

A fronte di un impegno così gravoso, il compenso percepito era di circa 3 euro l'ora, ben al di sotto dei minimi previsti dai contratti collettivi nazionali. Le pause erano ridotte a pochi minuti e ai braccianti veniva persino impedito di utilizzare il telefono cellulare durante l'orario di lavoro, limitando così ogni possibilità di comunicazione con familiari o conoscenti.

Costretti a lavorare anche durante i trattamenti con pesticidi

Tra gli aspetti più allarmanti emersi dalle indagini figura l'esposizione dei lavoratori a seri rischi per la salute. I braccianti erano infatti obbligati a rimanere nei campi anche durante le operazioni di irrorazione dei pesticidi, senza ricevere alcun dispositivo di protezione individuale.

Inoltre, le attività agricole proseguivano indipendentemente dalle condizioni climatiche: pioggia intensa, temperature elevate e condizioni ambientali difficili non rappresentavano motivo di sospensione del lavoro. Una situazione che, secondo gli investigatori, avrebbe messo seriamente a rischio l'incolumità e la salute dei lavoratori.

Reclutamento direttamente dalla strada

Le verifiche effettuate dai militari hanno ricostruito anche le modalità di reclutamento della manodopera. I lavoratori, per la maggior parte cittadini indiani irregolari sul territorio nazionale, venivano individuati direttamente in strada e successivamente trasportati nei campi a bordo di un furgone riconducibile a uno degli imprenditori arrestati.

Questa modalità organizzativa rappresenta uno degli elementi tipici dei sistemi di sfruttamento della manodopera agricola, nei quali la vulnerabilità dei lavoratori viene sfruttata per imporre condizioni di lavoro degradanti e salari estremamente bassi.

Il fenomeno del caporalato resta un'emergenza

L'operazione condotta nell'Agro Aversano conferma come il fenomeno del caporalato continui a rappresentare una delle principali criticità del comparto agricolo italiano. Lo sfruttamento dei lavoratori stranieri, spesso in condizioni di estrema fragilità economica e sociale, rimane una piaga difficile da estirpare nonostante i controlli sempre più frequenti delle forze dell'ordine.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare se il sistema illecito coinvolgesse altri soggetti o aziende operanti nel territorio. Nel frattempo, l'operazione dei Carabinieri rappresenta un importante segnale nella lotta contro lo sfruttamento del lavoro e nella tutela dei diritti dei lavoratori agricoli.

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